STORIE DA CONOSCERE E RACCONTARE : DUE CLASSICI IN RIEDIZIONE

Recensione a cura di Paola Benadusi Marzocca (esperta di letteratura giovanile per ragazzi)

E’ sicuro, i ragazzi leggerebbero con piacere i classici se avessero la spinta a farlo. La pubblicazione da parte di Gallucci di REMI’ SENZA FAMIGLIA di Hector Malot (trad. Marina Karam, pp.278, € 13,90) ed EMILY DI NEW MOON di Lucy Maud Montgomery (trad. Angela Ricci, pp.397, € 13,90) possono suscitare un entusiasmo maggiore di quanto si pensi. Non solo per gli adulti per le emozioni provate al tempo dell’adolescenza e delle quali è rimasto il ricordo, ma anche per i giovani. Sono infatti avvincenti, immergono in un mondo remoto ma fondato sul presupposto di valori positivi ancora oggi attuali e riconosciuti sia pure in tempi come i nostri devastati dal disamore.
Dedicato da Malot alla figlia Lucie, la storia di Remi, il trovatello in giro di paese in paese nella Francia dell’Ottocento con il suo padrone, tre cani e una scimmietta offrendo rappresentazioni e commedie divertenti per fare ridere la gente e guadagnare qualche moneta, colpisce profondamente. E’ scritto con stile magnifico ed offre un quadro sociale di forte stile impressionistico di quel periodo terribile per i poveri. Di pagina in pagina si comprende quanto fossero dure le condizioni di vita di chi non aveva mezzi ed era la maggior parte del popolo. Si moriva letteralmente di fame e le violenze, i soprusi, le uccisioni erano all’ordine del giorno. Colpisce la descrizione di Parigi d’inverno, con la campagna desolata intorno coperta di neve e percorsa da branchi di lupi e malfattori. Sembra di sentire il tanfo che aleggiava per le vie fangose e viscide della città, gli effluvi che come una leggera coltre salivano dalla Senna più simile a una fogna a cielo aperto che a un fiume.
Remi è un ragazzino di aspetto delicato e gradevole, di intelligenza notevole; ha imparato rapidamente a leggere e a scrivere dal suo padrone, ormai anziano ma che possiede un’innata signorilità e un carattere fermo e deciso. Remi è stato abbandonato a cinque, sei mesi dalla nascita. Era avvolto in fasce che indicavano che proveniva da una famiglia ricca. Viene accolto da persone di modeste possibilità con la speranza che un giorno i veri genitori avrebbero ricompensato chi se ne sarebbe preso cura. Ma come ha scritto Holderlin “senza destino sono soltanto gli dei beati”, Remi dovrà affrontare scelte difficili, la sua strada è in salita ma tutto fa sperare in un lieto finale.
Anche EMILY , la protagonista del romanzo di Lucy Maud Montgomery, nata in Canada nel 1874, è una storia che continua a parlare a tutti e se non la si può definire una piccola femminista in erba forse può aggiungere qualcosa alla vita di tante ragazzine che aspirano, com’è giusto, a realizzare se stesse. Ispirato all’infanzia dell’autrice, fa parte di una trilogia che è divenuta anche una serie televisiva e un cartone animato. Emily è una di quelle bambine dal volto dolce e dall’animo intrepido, capace di capovolgere la realtà che la circonda in modo del tutto inaspettato. Rimasta orfana è ospitata da una zia severa e bigotta, un cugino un po’ bizzarro, ma di buon cuore in una vecchia grande casa che ” trasudava antichi segreti” e circondata da un bosco rigoglioso. Si può ben immaginare inizialmente la paura di Emily tra noia e regole severe che scandiscono la sua giornata. Ma niente è perduto. La ragazzina reagisce con spirito e coraggio attingendo forza dalla sua sfrenata fantasia, scrivendo poesie e racconti epici, e circondandosi di gatti e cani, i migliori compagni di gioco e compagnia. Il romanzo descrive una realtà assai diversa dalla nostra, ma i principi morali che trasmette non sono da contestare. Soprattutto riflette gli ideali di individualismo ottimista e insieme di romanticismo propri di quel momento della letteratura americana alla fine dell’Ottocento, tra cui l’imperativo categorico “migliora te stesso” che ancora oggi mantiene una validità indiscutibile per lo sforzo di volontà e le qualità che richiede.